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RIPARTIAMO INSIEME

Cosa vuole dire essere “cristiani” nel tempo della pandemia e dopo l’esperienza del lockdown? Quale insegnamento possono trarre le nostre Chiese locali e la catechesi in generale da questa stagione dell’umanità? Come può la comunità cristiana modificare se stessa per essere più aderente al Vangelo e più capace di annunciarlo al mondo di oggi? A queste domande cerca di dare una risposta il Documento elaborato dall’Ufficio Catechistico Nazionale (UCN) che propone piste da percorrere e spunti di riflessione per una conversione ecclesiale che favorisca una maggiore aderenza alla vita delle persone e maggior efficacia nell’azione catechistica.






1 Settembre 2020 – 15 a Giornata Mondiale di preghiera per la Cura del Creato

A cinque anni dall’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, il messaggio per la Giornata del Creato pone in relazione l’ecologia integrale con l’assunzione di rinnovati stili di vita, che mettano al centro la persona, rispetto all’interesse economico. Il tema degli stili di vita sollecita una riflessione sulle nostre relazioni e sulle scelte che si impongono in relazione ad esse: accettare/ omologare; accogliere/escludere; dominare/servire.









1 Settembre – 4 ottobre 2020 – Il tempo del Creato
In questo periodo, siamo invitati a valorizzare il tema della casa Comune e dei nuovi stili di vita nell’annuncio e nella catechesi ai bambini, ai giovani, agli adulti. Nei prossimi giorni, offriremo qualche spunto per animare momenti di incontro in presenza (secondo le normative di sicurezza) oppure online, con le varie fasce di età.



Nuovo direttorio per la catechesi



Dopo il Direttorio catechistico generale del 1971 ed il Direttorio Generale per la Catechesi (1997), il 25 giugno è stato promulgato il nuovo Direttorio per la Catechesi, che, in linea con il magistero degli ultimi anni , in particolare con l’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium di papa Francesco, recupera il profondo legame della catechesi con l’ evangelizzazione, della quale è chiamata ad assumere i caratteri. In un contesto come quello attuale, infatti, la catechesi assume una connotazione Kerygmatica, facilitando l’incontro vivo con il Dio di Gesù Cristo. Per questa ragione, è necessario superare la frammentarietà delle proposte per recuperare l’unità originaria dell’essere cristiano, che si fonda sulla Parola annunciata dalla Tradizione viva della Chiesa, celebrata e testimoniata concretamente mediante scelte e stili di vita.






Una riflessione sul valore della preghiera di A. Bacci




Sussidio CEI "E' risorto il terzo giorno"


La Commissione episcopale per la dottrina della fede, l'annuncio e la catechesi ci offre una lettura biblico-spirituale dell'esperienza della pandemia. A partire da questa riflessione, siamo invitati a progettare il futuro dell'annuncio e della catechesi nella nostra Chiesa locale.




14 giugno 2020

SOLENNITA’ DEL SS. CORPO E SANGUE DI CRISTO



Straordinario il dono che celebriamo nella solennità del Corpus Domini: Dio si è fatto dono al punto tale da lasciarsi spezzare, mangiare, ridurre in briciole. Noi, sempre così capaci di appellarci al Dio onnipotente, di rivolgerci al Dio risolutore dei mali del mondo, oggi siamo chiamati a celebrare il Dio fragile… Fragile come un pezzo di pane. Celebriamo il Dio che si è lasciato impastare di umanità pur di renderci partecipi della sua stessa vita. Quanto è bello questo Dio. E quanto mi convince! È un Dio onnipotente nell’amore. È un Dio che ha consentito e consente al nostro peccato, alla nostra indifferenza, alla nostra fame di «consumarlo». Mangiare il suo corpo è permettere che lui viva in noi. Ma non esiste merito che ci abiliti a questo. Non c’è bravura, osservanza, devozione, che ci renda giusti al punto tale da poter accedere a lui. Noi possiamo mangiare il suo corpo, possiamo entrare in comunione con lui in forza del suo grande amore per noi. È il suo amore ad abilitarci. È il suo amore a consentirci di avvicinarci a lui. È il suo amore la sola ed esclusiva ragione che consente a tutti noi di nutrirci di lui, Pane della Vita. Celebrare il Corpo e Sangue del Signore significa fare memoria… ma non della nostra povertà. Non di ciò che ci allontana da lui e che, a nostro dire, ci impedisce di partecipare di questo dono. Oggi siamo invitati a fare memoria, gioiosa memoria dell’agire di Dio, della sua abbondanza di doni, del suo immenso e immeritato amore. Per un giorno… per un attimo sganciamoci da noi e, per quanto sia faticoso disarmarci e accettare un dono gratuito, lasciamoci raggiungere dal dono di Dio: avviciniamoci al suo amore, nutriamoci di lui, della sua vita eterna, del suo essere sorgente sempre zampillante, del suo irriducibile credere in noi. È l’eucaristia che può trasformarci. È l’eucaristia che può renderci capaci di Dio. (Sr. M. Tassielli)

UNA PREGHIERA COME SOSTEGNO

Crediamo in te

Signore Gesù, pane della vita, nutrici di te:
colma la nostra sete di infinito,
sazia la nostra fame di senso.
Nulla può donarci la Vita se non tu,
Vita vera del mondo.
Nulla può regalarci il Cielo se non tu,
Eterno fatto storia.
Nulla può svelarci l’Infinito se non tu,
Dio fatto uomo.

Nutrici di te, Pane vivo disceso dal cielo,
e tutto di noi diventerà scintilla di vita vera,
che ridona speranza al mondo.
Amen.




VIDEO - VANGELO PER BAMBINI






Un racconto di B. Ferrero per riflettere sull’Eucaristia

Ci prepariamo alla Solennità del Corpus Domini raccontando La storia del Girasole e realizzando i girasoli per completare il cartellone.

Il Girasole

In un giardino ricco di fiori di ogni specie, cresceva, proprio nel centro, una pianta senza nome. Era robusta, ma sgraziata, con dei fiori stopposi e senza profumo. Per le altre piante nobili del giardino era né più né meno che una erbaccia e non gli rivolgevano la parola. Ma la pianta senza nome aveva un cuore pieno di bontà e di ideali. Quando i primi raggi del sole, al mattino, arrivavano a fare il solletico alla terra e a giocherellare con le gocce di rugiada, per farle sembrare iridescenti diamanti sulle camelie, rubini e zaffiri sulle rose, le altre piante si stiracchiavano pigre. La pianta senza nome, invece, non si perdeva un salo raggio di sole. Se li beveva tutti uno dopo l'altro. Trasformava tutta la luce del sole in forza vitale, in zuccheri, in linfa. Tanto che, dopo un po', il suo fusto che prima era rachitico e debole, era diventato uno stupendo fusto robusto, diritto, alto più di due metri. Le piante del giardino cominciarono a considerarlo con rispetto, e anche con un po' d'invidia. «Quello spilungone è un po' matto», bisbigliavano dalie e margherite. La pianta senza nome non ci badava. Aveva un progetto. Se il sole si muoveva nel cielo, lei l'avrebbe seguito per non abbandonarlo un istante. Non poteva certo sradicarsi dalla terra, ma poteva costringere il suo fusto a girare all'unisono con il sole. Così non si sarebbero lasciati mai. Le prime ad accorgersene furono le ortensie che, come tutti sanno, sono pettegole e comari. «Si è innamorato del sole», cominciarono a propagare ai quattro venti. «Lo spilungone è innamorato del sole», dicevano ridacchiando i tulipani. «Ooooh, com'è romantico!», sussurravano pudicamente le viole mammole. La meraviglia toccò il culmine quando in cima al fusto della pianta senza nome sbocciò un magnifico fiore che assomigliava in modo straordinario proprio al sole. Era grande, tondo, con una raggiera di petali gialli, di un bel giallo dorato, caldo, bonario. E quel faccione, secondo la sua abitudine, continuava a seguire il sole, nella sua camminata per il cielo. Così i garofani gli misero nome «girasole». Glielo misero per prenderlo in giro, ma piacque a tutti, compreso il diretto interessato. Da quel momento, quando qualcuno gli chiedeva il nome, rispondeva orgoglioso: «Mi chiamo Girasole». Rose, ortensie e dalie non cessavano però di bisbigliare su quella che, secondo loro, era una stranezza che nascondeva troppo orgoglio o, peggio, qualche sentimento molto disordinato. Furono le bocche di leone, i fiori più coraggiosi del giardino, a rivolgere direttamente la parola al girasole. «Perché guardi sempre in aria? Perché non ci degni di uno sguardo? Eppure siamo piante, come te», gridarono le bocche di leone per farsi sentire. «Amici», rispose il girasole, «sono felice di vivere con voi, ma io amo il sole. Esso è la mia vita e non posso staccare gli occhi da lui. Lo seguo nel suo cammino. Lo amo tanto che sento già di assomigliargli un po'. Che ci volete fare? il sole è la mia vita e io vivo per lui...». Come tutti i buoni, il girasole parlava forte e l'udirono tutti i fiori del giardino. E in fondo al loro piccolo, profumato cuore, sentirono una grande ammirazione per «l'innamorato del sole». (Bruno Ferrero)

Le parti in grassetto possono aiutarci a leggere il Vangelo della Solennità del Corpus Domini, Gv 6,51-54… Anche noi, come il Girasole, abbiamo un Cibo, un Sole da seguire per rimare uniti a Lui, perché è la nostra Vita e viviamo per Lui.








PENTECOSTE 2020 - ANNO A



Preghiera

Il tuo Spirito, Signore, su di noi
Soffia su di noi, Signore risorto!
Soffia su di noi il tuo potente Spirito.
Spirito di vita, che fa scaturire il nuovo dalla morte.
Spirito di luce, che dissolve le tenebre più cupe.
Spirito d’amore, che rinnova gli abissi.
Soffia su di noi il tuo Spirito, Signore risorto,
perché in noi la vita danzi, sempre;
perché in noi il deserto fiorisca, ogni giorno;
perché in noi la pace germogli e si offra,
zampillando come acqua da sorgente.

La Pentecoste non si lascia recintare dalle nostre parole. La liturgia stessa moltiplica le lingue per dirla: nella prima Lettura lo Spirito arma e disarma gli Apostoli, li presenta come “ubriachi”, inebriati da qualcosa che li ha storditi di gioia, come un fuoco, una divina follia che non possono contenere. E questo, dopo il racconto della casa di fiamma, di un vento di coraggio che spalanca le porte e le parole. E la prima Chiesa, arroccata sulla difensiva, viene lanciata fuori e in avanti. La nostra Chiesa tentata, oggi come allora, di arroccarsi e chiudersi, perché in crisi di numeri, perché aumentano coloro che si dichiarano indifferenti o risentiti, su questa mia Chiesa, amata e infedele, viene la sua passione mai arresa, la sua energia imprudente e bellissima. Il Salmo responsoriale guarda lontano: «Del tuo Spirito, Signore, è piena la terra». Una delle affermazioni più belle e rivoluzionarie di tutta la Bibbia: tutta la terra è gravida, ogni creatura è come incinta di Spirito, anche se non è evidente, anche se la terra ci appare gravida di ingiustizia, di sangue, di follia, di paura. Ogni piccola creatura è riempita dal vento di Dio, che semina santità nel cosmo: santità della luce e del filo d’erba, santità del bambino che nasce, del giovane che ama, dell’anziano che pensa. L’umile santità del bosco e della pietra. Una divina liturgia santifica l’universo. La terza via della Pentecoste è data dalla seconda lettura. Lo Spirito viene consacrando la diversità dei carismi: bellezza, genialità, unicità proprie per ogni vita. Lo Spirito vuole discepoli geniali, non banali ripetitori. La Chiesa come Pasqua domanda unità attorno alla croce; ma la Chiesa come Pentecoste vuole diversità creativa. Il Vangelo infine colloca la Pentecoste già la sera di Pasqua: «Soffiò su di loro e disse: ricevete lo Spirito Santo». Lo Spirito di Cristo, ciò che lo fa vivere, viene a farci vivere, leggero e quieto come un respiro, umile e testardo come il battito del cuore. Il poeta Ovidio scrive un verso folgorante: est Deus in nobis, c’è un Dio in noi. Questa è tutta la ricchezza del mistero: «Cristo in voi!» (Col 1,27). La pienezza del mistero è di una semplicità abbagliante: Cristo in voi, Cristo in me. Quello Spirito che ha incarnato il Verbo nel grembo di santa Maria fluisce, inesauribile e illimitato, a continuare la stessa opera: fare della Parola carne e sangue, in me e in te, farci tutti gravidi di Dio e di genialità interiore. Perché Cristo diventi mia lingua, mia passione, mia vita, e io, come i folli e gli ebbri di Dio, mi metta in cammino dietro a lui «il solo pastore che pei cieli ci fa camminare» (p.E. Ronchi).





VIDEO PER I BAMBINI






VIDEO PER GLI ADULTI



 

Incontri sull'amicizia
 Primo Incontro e introduzione
 Secondo Incontro
 Terzo Incontro

I Santi e la Santità
 I Santi e la Santità
Percorsi
 Continuiamo il cammino
 Passo dopo passo
 Camminare, fermarsi, sedersi

...dai Vangeli
 Schema del Vangelo secondo Marco
 Scheda Emmaus
 Emmaus copione

SINODO
 Sinodo Diocesano

Andiamo a ringraziare
 Dire Grazie in Famiglia
 Il Grazie nella Liturgia
 Grazie 1000

Le opere d'Arte
 L'Adorazione dei Pastori;
 Annunciazione di Spinello
 Battesimo Vasari
 Il Crocifisso del Cimabue
 Deposizione Vasari
 Maddalena Piero della Francesca

La Felicità
 Dieci Regole di felicità
 Ritiro (I Media)
 Vie di felicità

Giochi
 Catequiz(Il Milionario)

 La Ruota della Fortuna
Altri incontri
 Incontri con le famiglie
 Incontri con i genitori in Quaresima
 Prima Comunione
 Teologia dell'Icona

CARITAS Volentieri condividiamo le proposte che Caritas Diocesana offre a supporto del nuovo Progetto Catechistico Diocesano: sono esperienze suddivise per fasce di età e tengono conto della sensibilità dei bambini. È superfluo ricordare che la prima forma di carità da far maturare in queste prime età della vita, caratterizzate fisiologicamente dall’egocentrismo, è quella di decentrarsi, di accorgersi di chi ci sta intorno e, a vario titolo, può avere bisogno di noi. Gli impegni più immediati da proporre ai bambini/ragazzi sono, perciò, quelli di rendersi “presenza amica”, sullo stile di Gesù ,in famiglia, a scuola, negli ambienti sportivi, fra gli amici, ecc… (può essere molto utile, a questo proposito, rileggersi “Vieni e vedi”, l'itinerario di iniziazione alla carità nel percorso di IC, a suo tempo proposto dall’Ufficio Catechistico e dalla Caritas Diocesana). Vi è poi la possibilità di condividere esperienze caritative con il gruppo o con l'intera comunità parrocchiale, sia nelle varie iniziative che le parrocchie propongono, sia avvalendosi dei suggerimenti e dei contatti che Caritas ci offre in questo spazio.
 Proposte di Carità
 Centri di ascolto
 Caritas Parrocchiali

MUSEI DIOCESANI Riportiamo le varie proposte di visita al museo diocesano di Arezzo e a quello di Cortona, con attività laboratoriali per bambini e ragazzi. E’ possibile contattare i Musei ed organizzare una visita secondo le modalità proposte o “personalizzarla” secondo le esigenze del gruppo.
Per Info:
MUDAS
Tel : 0575.4027.268
mail: [email protected]
Capitolo Cortona
Tel. 0575.62.830
Email: [email protected]
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